L'API di Casa Esposito segue la specifica OpenAPI 3.1. Ogni endpoint accetta e restituisce JSON, con header di autenticazione Bearer standard. Il flusso tipico di integrazione prevede quattro passi: creazione dell'account e generazione delle chiavi API dalla console, configurazione dell'ambiente di destinazione tramite variabili d'ambiente, primo test nella sandbox con dati sintetici, e infine promozione in produzione con un singolo comando CLI. La latenza media di risposta sulla rete europea è di diciotto millisecondi al cinquantesimo percentile. Il rate limiting è configurabile per chiave, con burst fino a mille richieste al secondo sul piano Enterprise.
Caratteristiche tecniche dell'API
Progettata per la produzione, non per i tutorial.
OpenAPI 3.1 compliant
La specifica è pubblica e versionata su GitHub. Ogni breaking change viene annunciato con almeno sessanta giorni di anticipo tramite changelog e notifica email ai team registrati. Le versioni deprecate restano attive per centottanta giorni dopo l'annuncio.
Webhooks in tempo reale
Registrate endpoint HTTP per ricevere notifiche push su qualsiasi evento della piattaforma. Il sistema di delivery garantisce almeno una consegna per evento, con retry esponenziale fino a ventiquattro ore e log consultabili dalla console per ogni tentativo fallito.
Autenticazione OAuth 2.0 e API Key
Supportiamo entrambi i flussi: API Key per integrazioni server-to-server con permessi fissi, OAuth 2.0 con PKCE per applicazioni che agiscono per conto degli utenti finali. Le chiavi scadono su base configurabile e possono essere revocate istantaneamente dalla console.
Sandbox sempre disponibile
L'ambiente sandbox è una replica identica della produzione con dati sintetici pre-caricati. Non richiede carta di credito, non ha limiti di chiamate durante i test e viene ripristinato ogni ventiquattr'ore per garantire un punto di partenza pulito a ogni sessione di sviluppo.
«Ho integrato l'API di Casa Esposito in un progetto lato server scritto in Go. La specifica OpenAPI era così precisa che il client generato automaticamente ha funzionato al primo tentativo, senza modifiche manuali. È raro trovare questa cura nei dettagli tecnici.»
Luca Morandi, Senior Backend Engineer — Torino
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